Emergo (forse non ancora) dall’ennesima giornata (pomeriggio) fallimentare passata a rincorrere illusioni, fantasie e corollario di inevitabili delusioni. Giornata difficilissima, per la seconda metà. Devo ringraziare E. e F., sono venute a recitare da me, provvidenziali. Loro e l’ora di daimoku. Prima che arrivassero ho avuto un piccolo crollo. Tutto alimentato dalla mia mente. Che fa e disfa. Costruisce castelli in aria, scenari, piccoli intrattenimenti ad uso e consumo di una mente turbata, affatto innocenti. Che poi mi si ritorcono contro, matematico. Come ieri.
Però, mannaggia, possibile che non riesca ad uscirne? Essere così fragile emotivamente, in balia di demoni mascherati da sentimenti (o viceversa?), mi suona strano, lo trovo mortificante. I risultati sono concretamente un po’ umilianti, perchè le giornate scorrono velocemente, dolorosissime e inconcludenti, senza che io riesca a opporre nessun pensiero veramente alternativo. Non riesco a riacchiapparmi. E’ come se fossi fuori di me. Altra. Cioè, forse sono proprio fuori. Altro che bigger picture. al momento non vado più in là nel mio naso.Mi crogiolo di istinti “bassi” (animalità?). Non padrona della mia mente. Schiava di un illusione, di un vizio, di un giocattolo fantasma. Per il quale sono disposta ad uccidere (simbolicamente?) intere parti di me e della mia storia. Che mando beatamente a quel paese, facendomi beffe di loro, e ritornando ragazzina, bambina, immatura, indifesa, indisciplinata, sola.
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ne mangerei a decine…il mio macellaio-fornitore-segreto ha i giorni contati!
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Fedele alla Risoluzione n.2 emanata questa mattina, voglio scrivere dell’ansia – sottile – che si è insinuata nelle pieghe di questo tardo pomeriggio. Rinvaso piante, simulo attività da pseudo-relax casalingo-domenicale, ma in realtà sto aspettando che M. parta. L’idea di restare sola per 24 ore non mi solletica affatto, al contrario. Il punto è: una giornata senza M. diventerà un totale giro di giostra dei miei demoni, ecco il perchè dell’ansia.
Il problema vero è che una 24 ore in preda ai demoni mi solletica assai. Tutte le mie tendenze distruttive e pruriginose e morbosette sono in allerta, sui blocchi di partenza. Aspettano solo che lo starter spari, il riscaldamento l’hanno già fatto nei giorni scorsi. Invece che “dàgli al demone”, una cosa tipo: “eccoti finalmente caro demone, entra pure, minchia quanto mi sei mancato”.
La sfida come sempre è tenere fede alla Risoluzione n. 1 (Lotta vs demoni e oscurità, sempre).
La vedo dura. Anzi, durissima. Come prima cosa andrei a comprarmi le sigarette, ché birra e vino ne ho. Ma – in teoria – ho smesso di fumare. Forse dovrei chiamare qualcuna e uscire. Sembra risolutivo, ma in realtà uscire con i demoni sotto l’ascella è cosa pericolosissima, l’ho sperimentato nei giorni scorsi. Finirei per girare col cappio al collo in cerca del mio albero preferito. Allora le illusioni preferisco coltivarle a casa, è più doloroso ma più sicuro. Starò in casa, tenterò un’ora di daimoku serio, poi birra + film stupido da femmine. Facendo finta, ovviamente invano, di tenere lontano demoni & c. Però cacchio, le sigarette..
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Sentire mio padre direi che non aiuta molto. Demoni, angosce. quest’uomo è veramente un crogiuolo di negatività, tutto quello che pensa e che poi gli succede pure è improntato al male, al conflitto, alla sfiga, alle cose che non tornano, che non funzionano, che poi alla fine vanno sempre peggio, e gliene viene ancora. e io non ho ancora fatto daimoku.
Una delle cose peggiori al mondo è sentirsi incapace di aiutare qualcuno che si ha molto vicino. Questo è come mi fa sentire mio padre. Con le sua malattie negate, la sua enorme incapacità di relazionarsi in primis con se stesso e di conseguenza con qualsiasi persona si trovi accanto, familiari, “amici”,conoscenti, vicini di casa, medici, operai…
E io è come se stessi a guardare. Tutti i miei tentativi di mediazione, di contenimento, di aiuto…non possono realmente aiutarlo a cambiare una situazione fatta di atteggiamenti che non sa nemmeno di avere.
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Stamattina, cioè, adesso, mi è venuto un rigurgito di ispirazione. Metto nero su bianco un desiderio a cui seguirà spero una subitanea risoluzione nonchè un vago impegno/abitudine quotidiana. Cioè: vorrei scrivere di più. Leggo le cose degli altri andando in cerca di quello che mi parla di me. Va benissimo, così leggo cose in giro, che non fa mai male. Ma poi mi assale la frustrazione (quando non trovo niente che “mi” rappresenti) e a volte pure un po’ di invidia quando leggo invece di vite “altre”, che sembrano tanto in movimento quanto la mia la sento immobile. Bene, proverò.
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Oggi guardavo alcuni oggetti della mia stanza dai miei, oggetti della mia infanzia. O comunque cose che appartengono alla mia storia, come la borraccia di guerra di Vinçé, lo xilofono nella custodia marrone, il vecchio binocolo nella custodia di cuoio.
Sono cose mie, parti della mia vita e della mia storia. Per la prima volta ho sentito di avere qualcosa da dare ad un figlio. Gli posso dare la mia storia, quello che sono, perchè e come ho vissuto. E allora la mia vita mi è sembrata ricca, ho risentito la magia. Quella che anch’io provavo giocando, inventando, scoprendo e raccogliendo quegli oggetti.
I giochi con Anais nelle stanze inabitate della casa dei suoi nonni. I colori dell’estate, l’ombra sotto i fichi, il calore della terra e il profumo di basilico e menta. Le storie inventate, i luoghi misteriosi dove reinterpretare le storie dei libri, la mia infanzia in questo posto, la mancanza di confini, quando la mente poteva vagare, improvvisare, inventare, immaginare, senza sentirsi colpevole. Queste sono le cose che sento di poter dare a mio figlio, e adesso non vedo l’ora.
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mi emoziono come una ragazzina. che fortuna!
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Sarà perchè ieri sono riuscita ad andare al mare (quindi sono felice).
O forse perchè oggi è lunedì, casa/ufficio sono un disastro, ho accumulato troppe liste di “to do” dalle quali sto fuggendo ormai da settimane… Comunque oggi ho deciso che metto a posto. Fisicamente e simbolicamente. Quel che c’è da fare, farò.
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Era inevitabile. Infallibilità del Karma. Era un demone e non poteva che portare sofferenza. Non immaginavo così presto.
Anzi, credevo di essere io a condurre il gioco. Io ho creato il giocattolo, io lo controllo. No, invece no. Lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo! Che idiota che sono! mi merito la tristezza di adesso, mi merito di sentirmi umiliata e triste! Cretina! Ora farò i conti con le cose della mia vita che ho trascurato, con tutto quello che ho posticipato, messo da parte, in cerca di una via di fuga. L’illusione più grande è quella di poter controllare il nostro demone cavalcandolo, seguendolo, stando fianco a fianco.
Il demone si sconfigge solo lottando con lui faccia a faccia. Sfidandolo apertamente, in campo aperto. Non si sconfigge con le mossettine, con i sotterfugi, con le strategie minori. Solo una grande battaglia. Questa è una buona cosa, da imparare. Solo che una parte di me gli sta augurando che vada male. Perversione. Demone. Idiota.
[...]
Continuo ad ascoltare musica nuova. anzi sto cercando musica che mi spieghi cosa sto provando. Sono in un angolo a guardare la festa. E’ tutto esagerato, sproporzionato, lo so. Oggi devo fare i conti con questa tristezza, con la mia sconfitta.
Non so se sono capace a fare i conti. Sono triste ed arrabbiata. e deprivata di qualcosa. Di un’illusione. a cui sono attaccatissima. questa roba è tutta mia, sono io che l’ho evocata e accudita. Non voglio disconoscerla sono perchè mi è passata sopra come una schiacciasassi…
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Ieri ho ottenuto una piccola vittoria su me stessa.
Oggi l’ho un po’ vanificata!
Il demone è sempre lì in agguato, anzi oggi è tornato alla carica. Meno male che ieri ero riuscita a neutralizzarne almeno una parte. Altrimenti credo che oggi avrebbe veramente vinto su tutti i fronti. Sarei stata proprio fritta.
“Magari camminiamo”. Oddio. Protège moi.
Oggi è stata una giornata di lotta. Ieri di più. Domani di più ancora. Questa cosa c’è ancora nella mia vita. Ed è così attraente, ovviamente io non sono sicura di volerlo veramente sconfiggere, questo demone. O forse vorrei solo potermici abbandonare. Tra le sue braccia. L’altro titolo del post potrebbe essere where is my mind. Ho perso la ragione?
Ieri ho capito cosa sto rischiando. E so che non voglio veramente perdere niente di quello che ho. Voglio invece che ritorni a significare.
[...]
Il Daimoku mi rende più forte. Anche se continuo a sbagliare, anche se non riesco ancora a trasformare questa cosa nella mia vita, il Daimoku mi rende più forte.
Ogni giorno devo fare appello alla mia determinazione, ogni giorno devo ripromettermi di non lasciarmi tentare, di non lasciarmi andare.
Diventa difficile, la vita si complica. Maggio sarà un mese allucinante. Meno male che io avevo appena determinato di fare 2 ore al giorno di Daimoku. Dopo solo 4 giorni…booom! E’ esplosa la vita: scadenze impossibili, esami congruenti, date coincidenti. Mi importa di farcela, non importa come. E’ una grossa sfida. Praticamente tutto quello che avevo rimandato, che non riuscivo ad affrontare (non proprio tutto, ma si fa ancora in tempo ad aggiungere in corner qualcos’altro), si è concentrato nei prossimi 30 gg. Mi sembra di essere già stata in questa situazione. Non male, se non sbaglio l’ultima volta ne avevo tratto grandi soddisfazioni e benefici.
Boh, tutto chiaro, apparentemente. Basta non cedere ai demoni…
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