Cerco di lavorare, cerco di scrivere qualcosa, cerco di capire i sogni che ho fatto – bruttini, direi – anche senza la mia analista. Cerco di fare più daimoku, di riordinare la mia casa, di vestirmi bene per andare a lavorare oggi pomeriggio. Cerco cerco ma non riesco, o forse non trovo.
I sogni di stamattina, stanno scolorendo. Accipicchia. In uno c’era Marcello. Mi interrogava, o comunque aveva un ruolo strano, un tono inquisitorio. Io non conoscevo la risposta a quello che mi stava chiedendo. Avevo risposte incerte. Mi sentivo in difficoltà. Poi c’era una donna, un incrocio tra Ernesta e Miriam, ma più spiritata, forse pazza. Teneva un po’ tutti sotto scacco, forse perchè si temeva una sua scenata. Eravamo intorno ad un tavolo, in un salone di legno come quello di Liliane e Roger. La donna girava intorno al tavolo, era decisamente un po’ fuori, difendeva una sua scatola di pasticcini, o cioccolatini, e ne dava uno a Marcello, unico che poteva mangiarne.
Poi c’era un altro sogno, più incasinato, un po’ più angosciante. Lo sto dimenticando. Anzi, l’ho completamente dimenticato. Mannaggia, prima lo ricordavo, almeno a tratti! Vedi, non averlo scritto subito!
Trascrivere subito i sogni !

trascrivere subito i sogni..devo cercare di ricrdarmelo la prossima volta..ti ringrazio per il consiglio!
Fabio.